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09/01/13

mosse guerra alla vita

...mosse guerra alla vita e ne rimase ucciso,
cita un epitaffio di Spoon River.
mi sembra sintetizzi bene la sua esistenza, il non lasciarsi sopraffare,
i rischi, anche, sono stati affrontati;
perchè qualcuno di troppo ha dimenticato
che vivere è gioia, stare bene.
e non entrare nel tunnel che porta dritto a ottant'anni
in un batter di ciglia.

Will Be (da "Una canzone per Castor)



sing us a song
a song to keep us warm...
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07/07/10

LA RABBIA

Anche se scrivessi su tutti i muri, sapresti di non essere capita fino in fondo. Anche se fossi capita, la tua sorte non sarebbe affatto condivisa. E anche se la tua sorte fosse condivisa, solo tu senti quello che senti. Stai facendo tanto, ma questo tanto non è un cazzo e attorno sembrano capire e non capire al contempo. Hai cercato di dire l’assurdo che nemmeno tra le parole ha un suono, ma a che pro? Chi è questa gente che guarda?

Anna Segre

03/06/10

per ricordare: Federico Aldrovandi


RACCOGLI I MIEI SOGNI DA TERRA E CONSERVALI INTATTI NEL CUORE CON TE...
"La croce" di Darkeemo - canzone per FEDERICO ALDROVANDI
http://www.myspace.com/darkeemo


Esiste un vento, una brezza si impercettibile quanto reale, è il vento del tempo che tutto tende a deformare, a spostare, a rimuovere, e questo vento porta la polvere che tende a coprire, ma in quest'aria qualcosa ci entra negli occhi, è un minuscolo frammento di terra, un granello di sabbia, il nostro indietro guardare è offuscato dalle lacrime, le lacrime sono una reazione naturale quanto vitale, quel granello di sabbia si chiama verità.
Piangiamo la verità, in un mondo che dicono moderno, moderno a tal punto che la verità diviene sempre più, o sempre meno mi vien da pensare, ciò che differenzia una persona da un uomo.
Perché, nel mio piccolo, ciò che posso dare è un cuore, così come per altri può essere una consulenza legale, una lacrima, un sorriso tanto mesto quanto ricolmo di speranza.
Perché ciò che tiene vivo Federico è ciò che tiene viva Patrizia, quella parte di città, d'Italia, di mondo che con naturalezza offre se stessa e la parte più bella di se stessa.
Perché discuteremo per ore ma nel profondo come recita una canzone, “non c'è niente da capire”, c'è piuttosto la voglia, il dovere morale di restituire la dignità.
Perché tutto ciò che è emerso è una mancanza totale di umanità, un venir meno ad un codice etico, perché nella vita si può sbagliare ma il perseverare rende buio ogni sentire.
Ed allora siamo ancora mai domi a tenerti per mano, perché giustizia e verità quella stessa mano devono tornare a carezzare.
Gigi Telloli
Testo per la presentazione della serata “ALDRO” all'ARCI Bolognesi, 21 maggio 2010 (pubblicato su Tellusfolio.it)


se non conosci la storia di Federico: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

07/05/10

i giovani, la scuola, il rispetto... una questione di magliette?

SCHOOL
it's supposed to be a fun and safe place to be
BUT...
for some people it's quite a different story...


IL CASO: MILANO - La studentessa indossava una t-shirt, mercoledì mattina a scuola. Una maglietta blu con la scritta "Kiss me before my boyfriend comes back", baciami prima che torni il mio ragazzo. Messaggio semiserio, poco gradito a una professoressa. Forse anche giustamente, «ragazze pensate bene alle frasi che veicolate con il vostro corpo», ha detto la docente alle studentesse di prima liceo. Ma la ramanzina è andata avanti. La ragazza racconta: «La prof mi ha umiliata invitando la classe a commentare il mio gesto. Poi ha aggiunto alcuni suoi commenti. Tra questi uno in particolare: "cagna in calore che cammina"».
12 marzo 2010 - Corriere.it

domanda: esiste il MOBBING nella scuola? lascia un commento...
SOS DIRITTI
: alla pagina MALASCUOLA trovi lo STATUTO DEGLI STUDENTI

diario di scuola

preso da un forum: e va bhe ragazzi io sono stato bocciato 3 volte in 1 media… ora mio padre nanche mi alza piu le mani perchè ora (GRAZIE A DIO) facio 2 media e ho 16 anni su con la vita…. c’e sempe qualcuno che sta peggio (cioè io)

L’INSOSTENIBILE INUTILITÀ DELLA BOCCIATURA SCOLASTICA COME FORMA DI PUNIZIONE
"Vi sono scuole che registrano da anni un livello altissimo di insufficienze in alcune classi, e tuttavia non avvertono la necessità di apportare il minimo cambiamento nella didattica: lo studente che non ottiene gli obiettivi viene respinto, e se ciò non dà i risultati sperati, lo si respinge una volta ancora.
In qualsiasi altro campo, un ripetuto fallimento costringerebbe a rivedere il metodo di lavoro. Non così a scuola"
(Antonio Vigilante)
"Appare incredibile questa vena autolesionista che vede nell’insuccesso scolastico, non si sa per quale motivo, una sorta di incremento del valore formativo della scuola stessa. Il successo di un’istituzione si definisce sulla capacità di portare i propri clienti verso il raggiungimento degli obiettivi previsti e non il contrario."
(Daniele Novara)

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04/05/10

ROMPI IL SILENZIO

«Apriamo gli occhi e il cuore. Non si può morire così a 15 anni»

Caro direttore,
ho deciso di scrivervi, perché penso che sia successo un fatto che ha lasciato tutti con un terribile vuoto dentro. Un ragazzo di 15 anni si è suicidato. Penso che chi l'abbia letto sul giornale ne sia rimasto impressionato. Io vado nel suo stesso liceo. Non lo conoscevo. Ma quando la mattina mi hanno comunicato la notizia, per un momento tutto si è fermato intorno a me. Ho pensato che bisognasse domandarsi cos'è successo, senza raccontare solo i fatti accaduti. Ho pensato che era un ragazzo del mio liceo, più o meno della mia età. Era un ragazzo come me. E allora mi chiedo, in che razza di società corrotta, di mondo orribile viviamo, se un ragazzo di 15 anni, che non sa ancora cosa lo aspetta nella vita e quante cose possono cambiare, decide di suicidarsi? Perché è stato possibile, che lui non abbia trovato neanche un motivo per fermarsi?
Mi chiedo cosa pensava sull’orlo della finestra. Se aveva le lacrime agli occhi, o la faccia determinata e magari inconsapevole. Se immaginava il vuoto che avrebbe lasciato, lo sconforto di Milano, o almeno di noi studenti del Leonardo. Io penso che non fosse solo un brutto voto. Penso che la realtà forse lo deludeva, forse lo disgustava. Forse è stato un atto impulsivo, per un moto dell'animo a noi sconosciuto, o forse ci aveva pensato. Quello che mi chiedo è, perché? Come siamo arrivati a questo punto? Siamo noi, è questo mondo, questa realtà, che ha permesso che ciò accadesse. Perché non dovrebbe neanche essere possibile.
E allora, voi che avete i mezzi per comunicarlo alla gente, urlatelo al mondo, che così non va! Che bisogna cambiare. Che non si può semplicemente lasciare che la realtà scorra, fregandocene. Aprite gli occhi, perché stiamo sbagliando, e ci perdiamo la vita. Aprite il cuore, perché queste cose non succedano mai più. Credo che sarebbe una cosa utile e importante, che riflettessimo un po’. Anche se a dirlo sono solo io, una piccola studentessa di quarta liceo.

(fonte: Corriere.it - 12 gennaio 2010)


tramonto a Finisterre _una dedica, per un ragazzo


ROMPI IL SILENZIO: PARLARNE FA PAURA, MA È PIU' PERICOLOSO NON PARLARNE!

02/05/10

Chi manca ha il difetto che non si vede. Ci vorrebbe una croce o una bara sul suo banco per ricordarlo.

(da: "Lettera a una professoressa" - Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani - Libera Editrice Fiorentina)


Secondo il trattato di Lisbona (2000) entro il 2010 tutti i Paesi dell'Unione Europea si impegnano ad abbattere al di sotto del 10% la dispersione scolastica.
Tuttavia in Italia, secondo i dati più recenti, circa un milione di giovani tra i 18 e i 24 anni sono in possesso della sola licenza di scuola media. Quasi mezzo milione risultano i dispersi che la scuola italiana genera ogni anno.

Quando si parla di abbandono, vale la pena domandarsi CHI ABBANDONA CHI.

Dove finiscono i ragazzi che la scuola si dimentica dietro di sé?

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